Discussioni intorno al lago

Rubrica a cura di Franco Belmonte


 

Capitolo 1




 

Capitolo 3







Effetti dello sport della vela sulla salute di persone con diversi tipi di disabilità

Il socio Bruno Federico, docente all'Università di Cassino, ha condotto una revisione degli studi pubblicati in lingua inglese sugli effetti dello sport della vela sulla salute di persone con diversi tipi di disabilità. Nonostante il numero limitato di studi disponibili e la loro grande eterogeneità, la revisione conclude che lo sport della vela può contribuire al miglioramento delle capacità funzionali delle persone con disabilità, con un impatto positivo sulla loro autonomia e qualità della vita.
Al seguente link si può trovare il riassunto della pubblicazione e l'articolo per intero (entrambi in inglese).
L'articolo è accessibile gratuitamente e scaricabile in pdf: 

Ai tempi della pandemia

Di Bruno Federico

Or è chiaro siamo in guerra

Per il virus sulla Terra

È davvero un gran casotto

Sembra il quindici diciotto

Non è scontro tra nazioni

Ma i malati son milioni

E nessuno che si bea

Nella guerra di trincea

La tragedia che si ha

Poi la Storia narrerà

 

Così strano questo tempo

Tutto il giorno chiuso dentro

Qui ai tempi del Corona

Che si scansa ogni persona

Al pc sto collegato

Dieci ore di filato

TV serie a non finire

E riunioni da impazzire

 

C’è chi gioca con la Play

Chi lavora night and day

C’è chi sta sul multischermo

Ed esclama “qui è l’inferno”

C’è chi chatta su tre room

Chi il cervello ha fatto bum

 

C’è chi ronfa sul divano

E chi studia a tutto spiano

Chi registra le lezioni

Chi sostiene gli esamoni

Con studenti a centinaia

E c’è pure chi s’annoia

 

C’è chi s’alza a mezzogiorno

Con le occhiaie da film porno

C’è perfino chi s’allena

Chi ti chiama a ora di cena

Chi ha il lucchetto sulla porta

E del mondo che gli importa

 

C’è chi porta a spasso i cani

Chi usa guanti per le mani

Chi ripiega le lenzuola

E coi bimbi fa la scuola

Chi fa video a go-go

Col neonato sul comò

Chi fa il giro del quartiere

Solamente in certe sere

 

Ci vorrà tanta pazienza

Torneremo un dì in presenza

Passerà la malattia

Dichiarata pandemia

 

Quando arriverà la fine

Toglierem le mascherine

Non saremo più gli stessi

Spero solo meno fessi

 

Sembra un sogno ritornar

un bel giorno a passeggiar

Abbracciare la tua bella

Sulle dita la Nutella

Ed uscire con gli amici

Sarà bello che ne dici?

 

Bruno Federico

Poesia di una notte di mezza estate

Di Bruno Federico

Come nasce lo stornello?

Tutta colpa di Marcello

Che tra un brindisi e un bicchiere

 

Rallegrava certe sere

Io la vela già l’amavo

Son venuto che cercavo

Una barca d’acquistare

 

Per portarla in riva al mare

Vidi prima Baccianella

 

Questa sede è proprio bella

È in un luogo ridossato

Ed ha pure un verde prato

Ho deciso, resto qui

 

io mi fermo all’AVB!

Così ho scelto questa via

e comprato Frenesia

Veleggiare in questo lago

 

con la quota che io pago

Ecco Altin sulla gru

“Non c’è problema, scendo giù”

Con la moglie deliziosa

Al governo d’ogni cosa

Che si mormora, si dice,

 

che fa lei la direttrice

Il saluto di Giuliana

La mattina è un toccasana

E serafico il marito

 

Soffia fumo all’infinito

“Chi ha sbagliato l’immondizia?

Questa è solo gran pigrizia”

“Qui s’è perso ogni decoro”

 

Gli fa eco Cristadoro

In cucina cheffa Marta

Le tovaglie son di carta

Ecco Andrea dietro al bancone

 

Con lo stile di Gabriella

La sfilata è ancor più bella

Per Fortuna Margherita

Lei ti allieta un pò la vita

 

Lei ti allieta un po’ la vita

“Ma ‘ndo vai col cabinato?”

Ed io resto senza fiato

“In deriva duri e puri”

 

Fa l’energico Tafuri

“Quest’estate fa un gran caldo”

È la voce del buon Aldo

“E se il vento alfin arriva

 

Io mi butto su deriva”

Oggi è giorno di regata

E la sede è incasinata

C’è la fila alle iscrizioni

“Chi ci metto sui gommoni?

Non si può restare senza

 

Una valida assistenza

E la radio a batteria

 

Non funziona, mamma mia”

Ora parte un classe A

Una brezza e se ne va

Se al timone c’è Tamanti

 

Lascia dietro tutti quanti

Passo ora al Gran Consiglio

Dei rimbrotti ora mi piglio

Si comincia con Cecconi,

che s’ingegna coi bulloni

or è il turno di Peretti

 

che s’industria in tanti aspetti

Il gran capo è un fondatore

Che è uomo di buon cuore

pur coi modi un poco rozzi

 

di cognome fa Capozzi

“Lo Statuto è da cambiare,

c’è una norma da alterare,

perché il popolo è sovrano”

 

con rigore fa Silvano

È Sportivo il Direttore

Che lavora a tutte l’ore

Con gran pena della moglie

 

Son dolori, sembran doglie

Ora termina il sonetto

E puoi esprimere un concetto

 

Se ti piace adesso dillo

…m’ero scordato di Camillo!